Si chiama “Spazzanapoli” il libro edito da Leconte a cura di Enzo Angelini, Giorgio De Gennaro e Roberto Santoro. Se il libro-inchiesta di Roberto Saviano, “Gomorra”, dal quale è stato tratto il film di Matteo Garrone vincitore del Grand Prix al Festival di Cannes 2008 era divenuto in poco tempo un caso letterario, ecco un’altra impegnata azione al servizio della verità, questa volta sull'emergenza rifiuti, ma sempre sulla Campania di oggi, un piccolo libro di racconti che muove da domande inquietanti, del tipo: Napoli pattumiera d'Italia?
Una città, una regione dove nascondere la coscienza sporca di una nazione intera? Gli autori hanno dai trenta ai cinquanta anni: alcuni sono giornalisti pubblicisti (Enzo Angelini, Luca Laurenzano, Sergio Nazzaro, Roberto Santoro); uno è un ricercatore su temi come gli stupefacenti e l'immigrazione (Luca Borello), un altro insegna materie umanistiche. Con la scacchiera dei loro scritti svelano il volto umano quanto sconosciuto di un disastro economico, ambientale e politico che ha la forza di una metafora. Sono storie di un sud consumato da speculazioni e compromessi nei racconti lancinanti di uomini non illustri, quella maggioranza silenziosa che la spazzatura non la racconta, la vive. Dall'affarista che nel degrado si arricchisce, alla bambina che muore di immondizia, fino al poveraccio che protegge il colluso e finisce per credergli. E in appendice tutte le promesse di politici diversi ma con la medesima demagogia: una cronistoria che parte dal 1994, quando il presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi nomina il primo commissario straordinario con poteri speciali, Guido Improta, per contrastare le ecomafie e la gestione politico - clientelare della immondizia.
(da ansa.it)
Un libro da leggere per capire il perchè della situazione che si è venuta a creare in Campania.
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