«Le truffe e i raggiri via telefono sono di gran lunga i problemi di cui gli utenti si lamentano di più e, in assoluto, la maggioranza delle proteste che giungono alle associazioni dei consumatori», dice Paolo Landi, presidente di Adiconsum.
Cosa ne pensa, Landi, di questa decisione dell’Autorità garante delle comunicazioni?
«E’ evidente che l’Autorità ha fatto benissimo a mettere uno stop a questo andazzo, perché per gli utenti era difficile perfino fare denunce e contestazioni, in quanto molti degli operatori coinvolti in questo traffico discutibile operavano all’estero, fuori dai confini sia italiani che europei e perseguirli era diventato difficilissimo».
Adesso cosa cambia?
«Intanto le cose erano già, in parte cambiate dal primo aprile: da quella data infatti, l’utente aveva la possibilità di richiedere al gestore (cioè a Telecom, Infostrada o quello che fosse) un “pin” di accesso ai numeri che immettevano ai servizi a valore aggiunto. Per i genitori, per esempio, era una garanzia rispetto a eventuali intemperanze telefoniche dei figli. E questo era già molto. Ora l’Autorità ha ribaltato la questione: nessuno di questi numeri può essere raggiunto se non attraverso una specifica autorizzazione da richiedere da parte dell’utente».
Fine delle truffe telefoniche?
«Ci andrei piano. l’Autorità ha mantenuto la possibilità di accesso ad un certo gruppo di numeri a finalità sociale. Ecco: questa è la classica fenditura che può diventare crepa. C’è il rischio, cioè, che lavorando su questa gamma di numeri si possano reinserire degli operatori in cerca di business facile. Insomma chi è uscito dalla porta potrebbe rientrare dalla finestra, se non si vigila costantemente».
Che cosa deve fare il consumatore per mettersi a riparo da questi fenomeni?
«Intanto deve controllare bene la bolletta telefonica. Di una grande somma ci accorgiamo subito, ma di un piccolo prelievo no, e lì si insinua l’insidia. Poi bisogna contestare la cosa al gestore: esistono già precedenti in questo senso, e bisogna rifiutarsi di pagare il servizio aggiuntivo non richiesto. In genere questa pratica è un po’ lunga e approda ad un contenzioso. Se, comunque, in questo modo non se ne viene a capo bisogna fare denuncia alla polizia postale: il modulo è scaricabile anche dal nostro sito Adiconsum. Chi - infine - anche dopo queste misure di cautela non riuscisse ad ottenere ragione, deve chiamare una delle associazioni dei consumatori».
(da lastampa.it)
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