Il documento finale del vertice Fao è «deludente rispetto alle premesse» ed è stato fortemente criticato da molti Paesi sudamericani. Il giudizio «deludente» è del ministro degli Esteri, Franco Frattini, che ha partecipato alla registrazione della trasmissione Economix su Rai educational. La dichiarazione finale, ha osservato infatti il titolare della Farnesina, «purtroppo è stata molto diluita rispetto alle ambizioni iniziali». E poi, ha concluso, se i leader mondiali non riescono a mettersi d'accordo almeno per evitare gli sprechi «in una situazione di drammatica emergenza alimentare questo mi preoccupa».
Infatti il documento ha suscitato perplessità in molte nazioni sudamericane: in particolare Argentina, Venezuela, Ecuador, Bolivia, Nicaragua e Cuba. Caracas parla di una «regressione» e denuncia «la mancanza di spirito umanitario», il rappresentante dell'Avana accusa la «politica di aggressione» degli Usa. Il delegato argentino ha insistito più volte per eliminare il termine «restrittivo» da un paragrafo del documento nel quale si riafferma «la necessità di ridurre l'uso di misure restrittive che potrebbe accrescere la volatilità dei prezzi a livello internazionale». In particolare l'Argentina chiedeva che fossero criticati anche i sussidi all'agricoltura dei Paesi industrializzati. «L'Argentina considera che quando si parte da diagnosi errate non si arriva a rimedi appropriati», ha detto il delegato di Buenos Aires. «Il silenzio non significa accordo», ha detto la rappresentante dell'Ecuador. Si tratta di obiezioni che dovrebbero essere contenute in dichiarazioni che potrebbero essere allegate al testo finale.
La fame? Una tragedia che coinvolge quasi un miliardo di persone. Ma può minare alla base anche la stabilità politica dei tanti Paesi colpiti da quel flagello. E provocare persino crisi internazionali. Ban Ki-moon lo dice a voce alta nella seconda giornata del vertice Fao, perché nessuno possa far finta di niente: «Con l'aumento dei prezzi alimentari ci sono già state e ci saranno altre rivolte del pane. Facciamo qualcosa prima che sia troppo tardi». Il grido d'allarme del segretario generale dell'Onu viene raccolto da tutti i delegati dei 183 Stati rappresentati in questi giorni nella cittadella blindata, accanto al Circo Massimo. Ci sono già alcuni miliardi di dollari a disposizione e oggi, sull'emergenza rappresentata dalla crisi alimentare, si dovrebbe arrivare ad un documento comune, alla fine del maxicongresso.
(da corriere.it)
Parole...parole...parole....
La fame del mondo conviene a troppi per voler cambiare veramente la situazione attuale. Forse il presidente iraniano non aveva tutti i torti a dire che i paesi industrializzati sono governati da persone "incompetenti".
Quante persone si potevano sfamare con i soldi che si sono spesi in questi giorni per ospitare i delegati dei 183 paesi in gita a Roma? Cena di gala compresa?
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