martedì 10 giugno 2008

MAGISTRATI, GIORNALISTI E POLITICI HANNO COMPLOTTATO CONTRO DE MAGISTRIS

L'ex procuratore generale di Catanzaro, Dolcino Favi, che ha avocato l'inchiesta "Why not", avviata da Luigi De Magistris sull'utilizzo dei fondi europei, è indagato dalla procura di Salerno per rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio, calunnia e diffamazione. Il dato emerge dalle 900 pagine della richiesta di archiviazione avanzata dai pm di Salerno per il sostituto procuratore Luigi De Magistris. Il fascicolo a carico del magistrato è stato aperto il 18 dicembre 2007. Favi è indagato in concorso con alcuni magistrati, giornalisti e politici calabresi nell'ipotesi che siano responsabili della «presunta strategia delegittimatoria ideata e attuata in danno del pubblico ministero De Magistris, e dei principali testi delle sue inchieste, per bloccare la sua azione inquirente».

I dettagli dell'inchiesta. Nell'inchiesta dei pm di Salerno è stata vagliata tutta l'attività investigativa di De Magistris a Catanzaro e i rapporti con i giornalisti. La procura campana ha ricostruito «in punto di fatto il contesto storico-ambientale in cui De Magistris ha operato negli anni della sua permanenza presso la procura della Repubblica di Catanzaro, l'oggetto delle sue indagini, le ragioni delle pressioni ed interferenze subite all'esterno e all'interno di un ambito giudiziario risultato fortemente condizionato dal perseguimento di interessi extragiurisdizionali, anche di illecita natura».
Emerge così, dalla richiesta di archiviazione, che:«Il complessivo compendio probatorio acquisito ha indotto quest'ufficio, nel dicembre 2007, a disporre l'iscrizione di procedimenti penali per gravi reati a carico di magistrati e altri soggetti operanti nel distretto giudiziario di Catanzaro,
attualmente in fase d'indagini coperte da segreto». Si tratta di due procedimenti penali in cui sono indagati magistrati calabresi, politici e giornalisti, alcuni dei quali lavorano per testate regionali. Si legge di un'altra ipotesi investigativa, quella «sulla indebita strumentalizzazione dell'attività di indagine, coordinate dalle procure di Matera e Catanzaro, nei confronti di collaboratori di polizia giudiziaria e giornalisti di cronaca giudiziaria». Procure che hanno indagato e perquisito, in procedimenti diversi, il giornalista del Corriere della Sera Carlo Vulpio e la cronista del Quotidiano di Calabria Chiara Spagnolo.

Le tre indagini condotte da De Magistris. Al centro dell'inchiesta di Salerno figurano tre indagini condotte da De Magistris: "Poseidone" (revocatagli dal suo capo, riguardava la depurazione delle acque in Calabria), "Why Not" (avocatagli dal procuratore generale, riguardava l'utilizzo dei fondi europei) e infine "Toghe Lucane", l'ultima inchiesta nelle mani del pm, che ipotizza un comitato d'affari, in Lucania, composto da magistrati, politici e forze dell'ordine. E la maggior parte delle accuse per le quali si chiede l'archiviazione provengono proprio da "Toghe lucane", e per questa vicenda era stato denunciato dalla pm Felicia Genovese, dal procuratore di Potenza Vincenzo Tufano, dal suo aggiunto Gaetano Bonomi, e dall'ex capo della squadra mobile di Potenza Luisa Fasano. Tutti indagati da De Magistris nell'inchiesta. Tra gli atti inseriti nella richiesta di archiviazione anche un'intercettazione tra la pm Felicia Genovese, indagata da De Magistris, e un membro del Csm, Antonio Patrono (esponente di Magistratura Indipendente e presidente di quella prima commissione che aveva avviato una procedura per incompatibilità ambientale, poi superata dalla decisione della disciplinare nei confronti di De Magistris). I magistrati campani analizzano anche le numerose ispezioni ministeriali, interrogazioni parlamentari che, nell'arco di due anni, hanno portato alla condanna di De Magistris da parte del Csm, per la quale il pm ha presentato un ricorso ancora all'esame della Cassazione.

(da messaggero.it)

L'inchiesta di Salerno è la benvenuta. Purtroppo quando gli interessi in gioco sono enormi, la verità deve seguire strade molto tortuose.

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