Cari amici, oggi voglio parlare di cose serie, e cioè dei 250.000 bambini e bambine soldato che ci sono nel mondo.
Nella speranza che si parli sempre più di questa ignobile forma di sfruttamento, ho dedicato loro una breve poesia.
Segue poi l'articolo apparso qualche giorno fa su rainews24.
Bambino che cammini in un prato
Giocando alla guerra
Con il mitra spianato
In difesa della tua terra
Bambino abbandonato
Senza più futuro
Era meglio non fosti mai nato
Avresti evitato di morire appeso ad un muro
Bambino ingannato
Della tua infanzia sei stato privato
Ma per i caschi blu della Nato
Eri solo un bambino soldato
(da la pazzia delle folle)
Nel 2007 i Paesi in conflitto e instabili hanno speso 17,8 miliardi di dollari in armi, tre volte quanto necessario per garantire l'istruzione primaria ai bambini che li abitano, mentre i Paesi del G8 -Italia compresa- detengono l'84 per cento delle esportazioni di armi nel mondo.
La denuncia arriva dal rapporto di Save the Children, 'Bambini e armi. L'istruzione per combattere la guerra', pubblicato per il lancio della terza edizione della campagna 'Riscriviamo il futuro', che in due anni ha garantito un'istruzione di qualità a 6 milioni di bambini che vivono in nazioni colpite o reduci da conflitti armati, e punta a raggiungere quota 8 milioni entro il 2010.
Secondo il rapporto dell'organizzazione internazionale, ancora oggi almeno 250.000 minori di cui il 40% bambine sono impiegati come soldati, spie, facchini, cuochi, 'mogli' dei combattenti e arruolati in eserciti non governativi in almeno 24 nazioni e territori. Bambini costretti a commettere violenza ma anche a subirla: negli ultimi anni almeno 2 milioni sono stati uccisi dal fuoco delle armi leggere e 6milioni feriti, resi disabili o traumatizzati perché obbligati ad assistere a episodi di abusi e violenze.
Poi ci sono i 22 milioni di bambini profughi e sfollati a seguito di guerre, e le 8-10.000 piccole vittime che ogni anno muoiono o rimangono mutilate per l'esplosione degli ordigni, in particolare di tipo 'a grappolo', che restano nascosti nel terreno.
(da rainews24.it)
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